Bastille

Bastille 1

Solo i coraggiosi e gli originali sopravvivono nel magico mondo dell’indie made in UK, che o trascina in profondità le nuove guitar band di belle speranze o produce nuovi trend a getto continuo.

I Bastille si distanziano dal luogo comune e creano canzoni che sono pop e accattivanti, ma lontane dall’etichetta che definisce un genere.

I Bastille hanno origine nella mente creativa del singer/songwriter Dan Smith, musicista poliedrico dallo stile eclettico, e sfornano uno dei sound più entusiasmanti della nuova musica contemporanea.

Nonostante l’amore per il piano e un innegabile talent, Dan non gravita nel mondo della musica fin da giovanissimo. Cresce ascoltando Simon & Garfunkel, i Beach Boys e i Fugees, che gli danno i requisiti giusti per capire le armonie. Tuttavia è il cinema la sua ossessione, horror nello specifico, con un amore particolare per il lavoro di Dario Argento e il genere Giallo. È il suo viatico per apprezzare poi David Lynch e il lavoro esistenziale di Terrence Malick.

L’amore di Dan per il cinema metafisico viene completato dai suoi gusti letterari. Studia letteratura inglese all’Università, lo colpiscono il pensiero e la sensualità di Ian McEwan, Hubert Selby e Brett Easton Ellis, e nelle sue canzone ritroviamo l’approccio in prima persona: Dan è il narratore, che raramente si mette al centro del palco.

La musica permette a Dan di esplorare il lato oscuro della psiche umana. Sotto i suoni nasconde i suoi personaggi, talvolta archetipi, che attraversano il mare delle proprie emozioni ed esistono soltanto nell’universo di ciascuna canzone.

Dan condivide l’abilità dei registi che ammira, di creare atmosfere, emozioni e tensioni, e le convoglia nella musica che compone. Canzoni come “Flaws” e “Overjoyed” colpiscono i fan dei Bastille al cuore perchè contengono le emozioni che anch’essi provano, una forte componente personalizzante, sono proiezioni piuttosto che introspezioni del songwriter.

Ogni canzone ha un mood, un significato preciso, il suo proprio respiro, un orientamento che non è necessariamente verso il rapporto di coppia o l’amore.

Così come Regina Spektor, anche i Bastille raccontano storie, hanno qualcosa di preciso da dire, incapsulano una favola in una pop song di 4 minuti, ciascuna come la colonna sonora del loro personale microcosmo. Il risultato è un progetto enigmatico, ma accessibile.

La musica dei Bastille nasce da una sola persona, ma a darle vita sul palco sono 4 musicisti: il batterista è Chris Wood e il bassista Will Farquarson, vecchie conoscenze musicali di Dan; Kyle Simmons completa la line-up come tastierista, ed è un amico di Dan conosciuto per caso ad una festa. Ognuno ha il suo ruolo nei Bastille, tuttavia limitare il loro apporto artistico a un solo strumento sarebbe limitato, sono uniti con una coesione vocale che crea un suono nuovo, un’evoluzione dell’approccio creativo compositivo di Dan.

Alla fine del 2010, I Bastille si assestano nella loro formazione attuale, e iniziano il loro viaggio live al Great Escape Festival di Brighton l’aprile seguente. La fama delle loro strepitose performance live li accompagna: i 4 membri della band si interscambiano senza fatica, con armonia, sostanza e un certo gusto per la sperimentazione. Sul palco i Bastille fanno quello che molti loro coetanei si dimenticano di fare: si divertono, e la musica ne trae sempre beneficio. Le canzoni di Dan, nonostante la complessità e la profondità, sono cariche di melodie accattivanti, poggiano su una vocalità straordinaria e sull’atmosfera data dall’armonia. Lo zoccolo duro dei loro fan, che li seguono con passione dal primo live a Brighton, conoscono i pezzi a memoria e non fanno che rinvigorire la forza del suono.

E come cresce la reputazione della band, così crescono le location, mentre il suono e il seguito della band si evolvono ed espandono. I 4 suonano ai festival Leeds/Reading e Secret Garden e presto si esibiranno al Koko di Londra con una performance speciale, che grazie all’impiego di uno schermo offrirà un’esperienza audio-video completa.

Dan non segue un percorso compositivo sempre uguale, per lui scrivere canzoni è come un flusso di coscienza ed ama sperimentare: ha lavorato con il songwriter Jay Brown e il rapper F. Stoke, e per imparare tecniche di produzione sempre nuove. La sua ammirazione per il soul e per la scena hip-hop americana hanno raffinato la sua sensibilità musicale, regalandogli un suono e uno stile unico.

I Bastille sono ora alla vigilia della release del loro album di debutto, previsto per il 2013.

Di solito una band inizia a sperimentare quando il suo stile comincia ad appiattirsi, ma la musica dei Bastille non ha mai seguito un percorso standard.

L’album di debutto è svuotato dalle chitarre, ma molto ricco di voce, archi e percussioni. Tante e tali diverse influenze hanno dato ai 4 la potenzialità di guardare verso qualsiasi direzione creativa futura.

Non sono strizzati in nessuna stretta giacchetta di genere ed è questo che li rende una delle giovani band più entusiasmanti del momento.

www.bastillebastille.com