Polar For The Masses

Polar For The Masses 1

Se stai leggendo queste righe forse significa che vuoi saperne di più, sulla nostra band, e che probabilmente hai un po’ di tempo e pazienza a disposizione.
Sei proprio sicuro di voler continuare? Si? Vabbè, ci abbiamo provato, di solito non parliamo volentieri di noi stessi e diffondiamo solo le notizie indispensabili a far si che i media abbiano qualcosa da scrivere. Ma siamo in vena di generosità, ecco qua le principali tappe della nostra esistenza musicale.

Nel 2003 ci siamo annusati e ci siamo piaciuti. In realtà ci conoscevamo da tempo, dato che abbiamo suonato per un bel po’ in un’altra band. Nel 2003, per l’appunto, questa band si è sciolta e noi ci siamo detti “che vogliamo fare”? Abbiamo deciso di provare a fare la musica che ci sarebbe piaciuto ascoltare, ci siamo chiamati POLAR, e via a scrivere canzoni. Nel 2004 abbiamo registrato un ep intitolato “Garage Session”, contenente tre canzoni in italiano. Per la realizzazione, effettuata tra la nostra sala prove e l’Umbi Studio, siamo stati aiutati da Polly e Cristiano dei Mistonocivo, amici di vecchia data di Jordan. Questo ep ci ha fruttato un buon responso da parte di critica e addetti ai lavori, e ci ha permesso di iniziare ad esibirci in giro per l’Italia, fino da arrivare a suonare in apertura alla reunion dei Bluvertigo al Rolling Stone di Milano. Tra il 2004 e il 2006 abbiamo continuato a sfornare nuove canzoni, suonare dal vivo e cercare un contratto, fino a… raggiungere la depressione! Nonostante fossimo apprezzati da pubblico e critica, non riuscivamo a trovare una label disposta a produrci, ma non siamo gente che si arrende facilmente. Abbiamo così deciso di provare ad autoprodurci un album, registrandolo nel nostro garage/sala prove, noleggiando l’attrezzatura e facendo tutto da soli. L’unica cosa realizzata in una struttura esterna è stato il mastering, effettuato presso il No Shoes studio da Stefano Pivato. Abbiamo anche deciso di abbandonare l’italiano e di passare all’inglese, che ci sembrava più adatto alle nostre canzoni e al nostro suono. Contemporaneamente ci siamo resi conto
che c’erano almeno una quarantina di band, in giro per il mondo, col nostro stesso nome, Polar. Cambiare? Impossibile, eravamo troppo affezionati alle nostre vecchie Volvo (le Polar, of course) e così ci siamo chiesti cos’altro avessimo avuto in comune… ok, la passione per i Depeche Mode e il loro album Music for the masses… tombola! Ci abbiamo messo un bel po’ di tempo, ma a gennaio 2007 siamo riusciti a distribuire autonomamente, con l’aiuto della neonata etichetta Black Nutria, il nostro primo album: “Let me be here”. La critica e testate come Rumore e Rocksound, l’hanno accolto con entusiasmo, definendoci come una band talentuosa e dal suono molto originale e particolare. Tutto ciò ci ha incoraggiati ulteriormente a proseguire e così, grazie all’aiuto del regista Gianluca Zenone, abbiamo realizzato il videoclip del brano “Let me be here”. Gianluca, poi, ha utilizzato un altro brano dell’album (Come back) come colonna sonora del suo corto “A Roma nel traffico sotto la pioggia”. Tra il 2007 e il 2008 siamo stati impegnati a suonare dal vivo e a preparare i brani per l’album successivo. Dato il buon riscontro avuto con “Let me be here”, infatti, non volevamo far passare troppo tempo e uscire con un altro lavoro quanto prima. Il 15 marzo 2009 esce l’album “Blended” su etichetta Black Nutria. Questa, per noi, è una data molto importante, perché cambiano un bel po’ di cose. La produzione è stata molto più curata e professionale: l’album è stato registrato al Red House Recording Studio da David Lenci e masterizzato a Chicago da Bob Weston e Jason Ward. Tutto registrato in analogico, su bobina, niente editing, il nostro primo vero album, registrato come si fanno i dischi veri, senza copia incolla e trucchetti da smanettoni. E aveva anche una bella copertina, realizzata da Alessandro Giorgini. La critica ha accolto benissimo il nostro lavoro e ci ha fruttato una buon numero di concerti in Italia, Spagna, Germania, Danimarca.
Il regista Stefano Poletti ha realizzato il videoclip del brano “Where your nose is”, che ha avuto una buona rotazione tra le emittenti musicali. Ah, una nota di folclore: durante il servizio fotografico per la preparazione del materiale grafico che avrebbe accompagnato l’uscita del disco, Davide ha indossato un colbacco, per scherzo, e purtroppo da quel giorno non l’ha più tolto… Il 28 agosto del 2010, abbiamo iniziato la preproduzione del nuovo album, sempre al Red House Recording Studio con David Lenci, dove abbiamo effettuato registrazione e mixaggio durante il mese di novembre.
Il mastering è stato affidato, questa volta, a Jan Eliasson, dell’Audioplanet di Copenhagen.
L’album, intitolato “Silence”, è uscito il 27 febbraio 2011 per Black Nutria in italia e Cargo Records per un fottìo di altri paesi (Germania, Svizzera, Austria, Federazione Russa, Ukraina e Giappone), oltre che sulla piattaforma digitale iTunes, da cui ti sconsigliamo di acquistarlo perché ci pagano pochissimo.
Nel 2011 abbiamo realizzato due videoclip (“Rust” e “Sailing away”, per la regia di Rosco e Luca Basile) e firmato con la Virus Concerti per il territorio italiano e con la Pop-Up Records and Booking per Germania, Austria e Svizzera, consolidando la nostra presenza live e garantendoci un numero strabiliante di consumazioni omaggio nei posti dove abbiamo suonato (piccoli vantaggi dell’essere musicisti).
A onor di cronaca dobbiamo confessare che di solito in Germania non riusciamo a far fuori tutte le consumazioni, ci vorrebbe un fegato di ricambio. Parlando di numeri, e tanto per confermare che non facciamo gli sboroni, abbiamo contato 60 recensioni entusiastiche di “Silence”, a livello europeo… una bella soddisfazione. Ad oggi, in procinto di sfornare il nostro quarto album, abbiamo fatto un centinaio di concerti in Europa, i nostri dischi sono distribuiti un po’ ovunque, in giro per il mondo e quindi… abbiamo pensato di fare un passo indietro: perché non provare a cantare in italiano? Non ti spieghiamo i motivi, devi fare lo sforzo di leggere la pagina “perché Italico”.
Visto che comunque sei giunto al termine di questa pagina, vogliamo premiare il tuo impegno rivelando qualcosa di personale: Davide ha due figlie, Simone due barboncini, Jordan una fidanzata gelosa.