Stefano D’Orazio, “Confesso che ho stonato”, autobiografia di successo

Stefano D'Orazio

Grande successo di pubblico per “CONFESSO CHE HO STONATO – Una vita da Pooh” (Feltrinelli / Kowalski Editore), l’autobiografia di STEFANO D’ORAZIO che, dopo l’uscita dalla storica band e le fortunate esperienze come autore di musical di successo (tra cui Pinocchio, Aladin, Mamma Mia e, l’ultimo, W Zorro), si cimenta per la prima volta come scrittoreDel libro, infatti, sono andate esaurite tutte le copie distribuite in soli due mesi, tanto da rendersi subito necessaria una seconda edizione.

 

Confesso che ho stonato – Una vita da Pooh” (€ 15,00 – 400 pagine), da oggi di nuovo disponibile nelle librerie di tutta Italia, è un racconto divertente, ironico, intelligente, mai banale. Pubblico e privato, la storia di una band di culto e la storia d’Italia si intrecciano e compongono un puzzle perfetto di ricordi ed emozioni.

 

Dall’infanzia, all’adolescenza alla straordinaria avventura con i Pooh fino ai nostri giorni, “Confesso che ho stonato – Una vita da Pooh” è un susseguirsi di rocamboleschi aneddoti a volte esilaranti e a volte teneri e commoventi: le prime volte, gli amori, i tradimenti, i retroscena della sua “vita da Pooh” raccontati con brillantezza e disincanto, e una confessione, quella di Stefano D’Orazio, che ha appassionato i suoi lettori.  

Dopo l’abbandono dei Pooh nel 2009, Stefano D’Orazio ha intrapreso nuove avventure e il libro è solo una di queste: forse la più coraggiosa, intima e vera. E nelle pagine di questo suo primo libro si racconta spericolatamente, senza rete e senza veli, ripercorrendo la sua vita di uomo e di artista attraverso stonature, inciampi e capitomboli.

LA SCHEDA DEL LIBRO

L’autore

Stefano D’Orazio, Roma 12 settembre 1948, a sei anni riceve la sua prima batteria. Giovanissimo, entra a far parte de I Sunshines. Nel 1965 si unisce ai Naufraghi e nel 1968 ai The Others & Pataxo. Fonda poi Il Punto e con loro partecipa al Festival di Caracalla. Nel 1971 entra ne I Pooh con i quali scrive quasi quarant’anni della storia della musica italiana. Durante la sua carriera suona percussioni, tubolar bells, vibrafono, armonica e flauto. Cantante, autore, editore e manager, con la band raggiunge successi e record difficilmente eguagliabili.

Nel 1983 fonda la First Organisation con cui produce dischi di vari giovani artisti tra cui Lena Biolcati con la quale nel 1986 vince il Festival di Sanremo, il Disco per l’Estate e il Festival di Tokio. Nel 1992 con Varis Casini crea la TamTam Comunication che cura in esclusiva, fino al 2004, tutti i progetti di comunicazione, promozione, pubblicità e produzioni televisive dei Pooh. Nel 2000 fonda il Mast (Musical Actor School Theatre), una scuola – prima in Italia – di teatro e di musical.

Nell’aprile 2009, dopo trentotto anni di successi e amicizia, D’Orazio lascia i Pooh.

Nel 2001 con il Pinocchio di Marconi, di cui con Negrini è autore delle liriche, debutta nel musical, un’esperienza questa che lascerà il segno, tanto che appena fuori dal gruppo, si dedica alla realizzazione di nuovi titoli. Realizza Aladin con le musiche dei Pooh che è campione d’incassi della stagione teatrale 2010-2011, segue Mamma Mia con le musiche degli Abba, di cui scrive le liriche italiane e, nell’ottobre del 2012, con le musiche di Roby Facchinetti, debutta con W Zorro.

In breve

C’è che sono sempre stato convinto che nella vita di ognuno covino entusiasmi nascosti e inaspettati ma io non avevo il coraggio di andarli a cercare. Poi ho avuto l’incoscienza di osare… Io dico sempre che ognuno di noi è come una bottiglia da un litro che puoi riempire di quello che vuoi. Io avevo riempito la mia vita di Pooh e nel mio litro di vita non c’è stato spazio per nient’altro fino al giorno in cui ho deciso di svuotare la mia bottiglia e lasciarla riempire di nuovi sapori…

Il libro

Mi viene in mente che una volta Saverio Marconi mi disse: ‘Vedi Stefano, è importante avere una bella storia da raccontare, ma ogni storia ha un’anima e se non si riesce a tirare fuori quell’anima la storia non vale niente’. Chissà se questa mia storia ha un’anima o se mai gliene spunterà una, ma ammettere di aver stonato, mi sembra una bella partenza.” C’è molto di Stefano D’Orazio in questa frase. C’è l’autoironia, la sensibilità, la curiosità che lo ha portato a cambi di vita repentini. E c’è anche l’essenza più profonda di questo libro che sarebbe riduttivo definire una semplice autobiografia. Certo, c’è la vita di Stefano e l’incontro che ha segnato la sua di vita e la vita di milioni di fan. C’è la musica – tanta musica – e la creazione di una delle più famose band degli ultimi cinquanta anni, I Pooh. C’è la loro storia ma raccontata in modo unico. Perché raccontata da uno dei protagonisti e perché raccontata per stonature, per inciampi, per imperfezioni che “forse sono la parte più emozionante di ogni vita”. Ne esce un racconto divertente, ironico, intelligente, mai banale. Pubblico e privato, storia di una band culto e Storia di Italia si intrecciano e compiono un puzzle perfetto di ricordi ed emozioni. Per scoprire che dopo il plateale abbandono dei Pooh, avvenuto nel 2009 con una lettera aperta ai fan, D’Orazio percorre nuove avventure. Questo libro è solo una di queste ma forse la più coraggiosa, intima e vera. Un omaggio sincero ai tantissimi fan.