Accademia del Galateo: la pagella alla terza serata del Festival di Sanremo

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RIVELAZIONI

Grande rivelazione della terza sera è stata Ilaria Porceddu, un vestito da sera rivisitato in chiave giovane, geometrico dal sapore anni ottanta. La grazia e l’eleganza hanno fatto apparire Ilaria Porceddu come una modella di Givenchy. Ottima la scelta di un unico accessorio, rosso come il suo rossetto.

Veri protagonisti di questo Festival sono stati i direttori d’orchestra, figure in ombra che l’Accademia Italiana di Galateo vuole far emergere per la loro sapiente fusione di eleganza con un pizzico di stravaganza. Quasi tutti sono stati veri “maestri” di stile.

Malika Ayane, si riconferma la preferita, anche questa sera ha deciso di presentarsi sul palco dell’Ariston in total black, con un piccolo particolare eccentrico.

DELUSIONI

Una grande delusione è stato l’utilizzo dell’orologio da polso per due concorrenti, tra i big Raiz degli Almamegretta, con un vistoso orologio d’oro, assolutamente volgare. Tra i giovani Paolo Simoni portava al polso un grosso orologio rosso.

Maria Nazionale riconferma il suo gusto eccessivo e luccicante che non si addice alla sua presenza scenica e al suo portamento.

Il momento peggiore: Albano Carrisi, una camicia nera con un collo inesistente indossato sotto una giacca cangiante blu elettrico. L’impressione è stata l’arrivo sul palco dell’Ariston di un cantante di Bollywood. Inoltre l’accostamento blu e nero…bisogna guadagnarselo, lo sapeva bene Coco Chanel. Laura Chiatti, ottima la scelta d’abito total black, abbinato ad una parure di acque marine, peccato per la presenza scenica e per il portamento, impacciato, pieno di moine di labbra e braccia, il tutto condito da risatine di imbarazzo. La vera signora sa che la risata può essere tanto preziosa quanto inopportuna.