ROMA FOLK FESTIVAL

ROMA FOLK FESTIVAL

LANIFICIO, RADIO ROCK, GAS VINTAGE STUDIO e THIS WAY UP STUDIO
Presentano
ROMA FOLK FESTIVAL
1^ edizione

SABATO 11 MAGGIO 2013

LANIFICIO
Via di Pietralata 159/A – ROMA

con

RICCARDO SINIGALLIA
DISCOVERLAND (Roberto Angelini e Pier Cortese)
FILIPPO GATTI
LEO PARI
MAMMOOTH
DOLA J CHAPLIN
MAMAVEGAS
EMILIO STELLA

IL FESTIVAL

Il Roma Folk Festival nasce dall’esigenza di puntare un riflettore sulla scena cantautorale e new folk romana, protagonista negli ultimi anni di un fervore creativo e di una innovazione che non si vedeva forse dagli anni ’70. Roma è da sempre una delle capitali storiche del songwriting italiano classico, di cui sembra quasi superfluo citare i protagonisti, ma anche levatrice di una nuova corrente di autori che hanno saputo reinventare un linguaggio, aggiungendo qualcosa di nuovo tanto dal punto di vista lessicale quanto da quello musicale.

Con il termine FOLK ci si vuole riferire alla dicitura originale del termine, aldilà del legame con la musica folclorica, che pur avendo lo stesso suffisso, sembra relegata nell’immaginario collettivo alla riproposizione di standard del passato o della tradizione con il forte e meritorio compito di non dispersione della memoria collettiva. Il ROMA FOLK FESTIVAL vuole ridefinire e rideclinare il termine FOLK: la musica scritta e suonata dal popolo nel linguaggio del popolo. La scrittura, dunque, e non l’idioma, come espressione popolare. I sogni, le delusioni ed i pericoli scampati o imminenti di due generazioni di cantautori a confronto. Le vie classiche e quelle impervie, la scelta dell’italiano o quella dell’inglese a ri-definire temi antichi, ma anche nuove istanze espressive.

Un palco unico dal quale saliranno e scenderanno 8 artisti, band, progetti. Cantare insieme le proprie diversità. Condividere gli strumenti e le storie. E soprattutto mescolare i temi della canzone popolare.

GLI ARTISTI

Dalle dolenti e romantiche riflessioni in musica di RICCARDO SINIGALLIA, autore di rara eleganza, capace in soli due album (e a prescindere dalle folgoranti collaborazioni coi primi TIROMANCINO e con altri grandi della musica italiana) di imporsi all’attenzione di pubblico e critica come uno dei grandi songwriters italiani, sulla scia di Lucio Battisti, Claudio Lolli e Francesco De Gregori ma attraverso una scrittura modernissima.

FILIPPO GATTI è invece ancora un altra faccia della declinazione del songwriter romano. La sua scrittura minimal e personalissima contiene un mondo quasi felliniano abitato da fantasmi, ricordi, persone e ha raggiunto, soprattutto nell’ultimo lavoro in studio “Il pilota e la cameriera”, una magia giustamente esaltata da critica e pubblico.

DISCOVERLAND ,nomen omen, con Roberto Angelini e Pier Cortese. Un progetto di scoperta. Un incontro felicissimo tra due dei migliori cantautori e “musicisti” in senso ampio che la capitale possa offrire. Da poco entrambi giunti alla corte di messer Niccolò Fabi con cui hanno suonato nel recentissimo tour di “Ecco”. Il loro concerto è un mash up di canzoni di altri artisti miscelate in un unicum sonoro prodotto da chitarra, voci, steel guitar, i-phone ed elettronica che si intrecciano in un colore musicale completamente nuovo con ampio spazio per momenti di pura improvvisazione acustica.

LEO PARI è un cantautore romano moderno che miscela sapientemente momenti acustico sognanti a stasi da hard rock compresso. Non è un caso che uno dei suoi numi tutelari sia Neil Young, una influenza per niente ingombrante, ma profondamente ispiratrice sia di un disco come “Resina”, ma ancora più impalpabile nell’ultimo caleidoscopico album in fase di chiusura. Autore del testo di “L’ultima volta che sono morto” portata con successo all’ultimo Sanremo da Simone Cristicchi, Leo Pari propone un set virulento ed emotivo come se la prima ondata grunge incontrasse l’ultima ondata più acustica della grande SUB POP.

I MAMMOOTH, una delle ultime band romane tornano dal vivo dopo quasi un anno di assenza dovuto al doppio lavoro di autori di colonne sonore per cinema, tv e teatro e alla realizzazione dell’ultimo “Joy In Heaven For Every Sinner”. Il loro set in trio, in questo caso completamente acustico e privo di elettronica, proporrà una preview dei pezzi del nuovo disco in attesa dell’uscita prevista per l’autunno. Il songwriting di Riccardo Bertini nasconde storie di vita quotidiana nelle pieghe fumose di una scrittura triangolare ai cui estremi vivono in curiosa simbiosi Tom Waits, Leonard Cohen e Mark Eitzel.

Sempre restando all’inglese come veicolo espressivo l’altra faccia del folk/rock/elettronico romano si chiama MAMAVEGAS. Accasati presso la 42 records ,etichetta tra le più interessanti ed eclettiche del panorama romano, i Mamavegas propongono una musica sghemba figlia sia delle sperimentazioni acustiche nel songwriting della scuola scandinava ma anche di una brumosa attitudine che si pone esattamente a metà tra Europa e Stati Uniti. Un set acustico per riascoltare i brani dell’ultimo bellissimo “HYMN FOR THE BAD THINGS”.

DOLA J CHAPLIN esplora invece il lato più roots della scrittura. Il suo country blues, serbatoio inesauribile al quale ancora attingono decine e decine di cantautori italiani da più di quarant’anni, affonda le radici in una America lontana e sbiadita che è solo il doppio romano delle storie universali che parlano di amore, sudore, coraggio e derive esistenziali.

Con EMILIO STELLA invece torniamo apparentemente nel solco della tradizione del cantautore classico. Apparentemente perché dentro il suo dondolante folk acustico legatissimo alla tradizione musicale si incontrano in maniera alquanto bizzarra le anime di Fabrizio De Andrè, Rino Gaetano,Claudio Lolli e un gusto per lo sberleffo e la lingua romanesca di cui perfino Pasquino sarebbe orgoglioso.

IL CONTEST

IL ROMA FOLK FESTIVAL è anche un contest, il FOLK CONTEST, che selezionerà nei primi giorni di marzo uno tra tutti quelli che avranno inviato il proprio materiale al bando musicale. Il vincitore aprirà, il prossimo 11 maggio, il Roma Folk Festival.